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Repertorio Repertorio completo

Improvviso

Il canto lascia immaginare il calar della sera mentre, nei prati, i fiori chiudono le loro corolle e le ombre scendono a velare i monti di azzurro.
Ma sono ombre che non fanno paura perché segno della natura che si addormenta vegliata da Chi “conosce i nostri sogni“.
E’ l’immagine di un mondo che chiude la propria giornata sotto un manto di protezione di cui essere consapevoli e grati (“Dalle contrade si mandano la voce: tutta la valle racconta il nostro bene“).
Ci si può abbandonare così alla certezza che Chi ha creato tutto ciò partecipa dal profondo ai desideri dell’uomo arricchendoli di splendore e di speranza (“Chi spegne il giorno colora i nostri sogni“).

Sembra quasi di sentire nel testo l’eco del Salmo 19 : “I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento…“. Ma vengono in mente anche i versetti del Salmo 36: “Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo e segue con amore il suo cammino“: non un Dio che aspetta al varco l’umanità, ma un padre dallo sguardo sorridente e attento, che si compiace della gioia dei suoi figli per i quali ha creato un cosmo pieno di meraviglie.

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